Nei dintorni

Il Giardino di Ninfa

45 min.

ll giardino di Ninfa è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso, nelle quali è compreso anche il Parco Naturale Pantanello, inaugurato il 15 dicembre 2009.


Il Tempio di Giove (Terracina)

35 min.

Sito di interesse Comunitario nel Parco naturale Monti Ausoni e lago di Fondi e Monumento naturale dal 2000, il tempio noto con il nome di Giove Anxur è una grande area sacra sull'originario tracciato della via Appia, la Regina delle strade romane, che attraversava il nodo strategico e militare di Terracina.


Le Isole Pontine: Ponza, Palmarola e Zannone

50 min.

All'Oasi di Kufra è possibile noleggiare una barca per visitare le bellissime Isole Pontine. Per maggiori informazioni contattare il Guest Service al numero +39 0773 5191.


Sermoneta

50 min.

Uno dei borgi megli conservati d'Italia, ricca di cultura e di storia, le cui origini si perdono lontano nel tempo, probabilmente in epoca preromana. È in provincia di Latina, a pochi chilometri dalla via Appia ed a circa 60 da Roma, sorge su una collina a 257 metri sul livello del mare, dominando la grande Pianura Pontina. Le sue fortune iniziano alla fine del XIII secolo, quando in città inizia la signoria della famiglia Caetani che eresse un imponente castello. Sermoneta divenne il centro principale di un feudo vastissimo e fiorì anche artisticamente e culturalmente. Durante i secoli, all’interno dell’imponente Castello Caetani e della città hanno soggiornato illustri sovrani e pontefici.


L'Abbazia di Fossanova

30 min.

Dichiarata “monumento nazionale” nel 1874, l'Abbazia di Fossanova costituisce il più antico esempio d'arte gotico-cistercense in Italia e, assieme all'Abbazia di Casamari, una delle sue più alte espressioni. Il complesso nacque alla fine del XII secolo dalla trasformazione di un preesistente monastero benedettino, forse risalente al VI secolo, di cui rimane una flebile traccia al disopra del rosone della chiesa. L'antico cenobio, sorto su i resti di una villa romana, vene infatti ceduto nel 1134 da Papa Innocenzo II ad alcuni monaci borgognoni, guidati da San Bernardo di Chiaravalle, i quali seguivano la rigida regola scaturita dalla riforma di Citeaux (1098) improntata sull'originaria ortodossia benedettina.